SANGUINELLA
UN LEGNO DURO COME UN CORNO

SANGUINELLA

Il nome latino della sanguinella deriva dal termine Cornus, (forse perché il suo legno risulta duro come quello di un corno) e Sanguinea da sanguis, (per il color rosso sangue della sua corteccia).

Il cornus sanguinea è una pianta arbustiva che può raggiungere fino i cinque metri d'altezza.

Cresce prevalentemente in terreni calcarei, ai bordi dei boschi e nelle vicinanze di corsi d'acqua. Le foglie, ovali, in autunno assumono un colore rosso vivo. Sui rami giovani si può notare che le gemme si dispongono parallele a coppie, una a destra e una a sinistra.

La pianta è in grado di formare estesi consorzi sviluppandosi per mezzo di germogli radicali, è un arbusto pioniere negli incolti, nei campi e nei vigneti abbandonati, dove forma vaste macchie associandosi al prugnolo, alla rosa selvatica, al ligustro e al viburno palle di neve; fiorisce da aprile a giugno.

La sanguinella da pianta infestante della siepaglia, figlia di nessuno, incapace di produrre legna da ardere, diviene utilissima per preparare forcelle da fionda, archi e frecce per giocare, cesti, gabbie e trappole per uccellini, e soprattutto robuste scope da stalla.

Il legno duro e compatto, (Plinio chiamava il corniolo sanguinello Cornus "femina" per il legno meno duro rispetto a Cornus mas), viene impiegato per costruire manici per attrezzi e bastoni da passeggio.

Per la bella colorazione autunnale delle foglie, questa pianta, viene coltivata nei vivai forestali a scopo ornamentale ed in ingegneria naturalistica.

Le drupe raggiungono la maturazione fra settembre e ottobre.Le gemme, lunghe fino a cinque mm. sono ricoperte da fitta lanugine e protette da due paia di squame. 

Le foglie, caduche, sono picciolate, a lamina ellittica, opposte di colore verde chiaro, rossastre in autunno, appuntite all'estremità con 3-4 nervature per lato che si dipartono dalla principale, hanno la pagina inferiore villosa.

I fiori ermafroditi, sono bianco-crema, peduncolati, formano ombrelle terminali piatte hanno ovario infero; calice a segmenti concresciuti, poco evidente; petali liberi, vistosi, lineari, lunghi 5-6 mm, bianchi, pelosi inferiormente. Stami lunghi quanto la corolla, superanti di poco lo stilo.

Hanno odore sgradevole, ma i maggiolini li trovano strepitosi!!!

I frutti sono drupe nerazzurre, di sapore amaro, sgradevole, talvolta punteggiate di bianco,il cui nocciolo contiene 2 semi oleosi.

La sanguinella offre un legno molto duro e resistente che veniva utilizzato anche per realizzare ingranaggi di mulini che risultavano più silenziosi nei loro movimenti.

I rami giovani si impiegavano per le ramazze da cortile: una volta tagliati, venivano fatti seccare per tutto l'inverno e poi, in primavera, legati insieme per ottenere le tipiche scope per stalle e cortili.

Fare le scope era considerata un'arte ed ogni famiglia contadina aveva il suo 'esperto' che sapeva intrecciare in modo magistrale rami corti e lunghi per formare una scopa di un sol pezzo; questi rami erano uniti tra di loro con il filo di ferro delle balle di paglia che veniva conservato per questo ed altri usi.

Questi giovani rametti in alcune regioni vengono impiegati per preparare spiedini, sembra conferiscano un buon aroma alla carne, nel passato (e purtroppo anche nel presente (da bracconieri), venivano impiegati per la fabbricazione del gancio di chiusura degli " archetti" strumenti di morte e tortura per i piccoli uccelli.

I forni del pane, presenti in tutti i nostri paesi, venivano accesi utilizzando spesso fascine di sanguinello.

E, nei tempi passati, i bambini a scuola temevano le "ispie" o "stroppe" di sanguinella, che i maestri più severi utilizzavano per punire gli studenti più indisciplinati.

La credenza popolare riteneva, forse per il colore rossastro dei rami, che questa pianta fosse utilizzata per i riti satanici delle streghe e sempre secondo la tradizione popolare, era efficace contro la rabbia e perciò i suoi decotti venivano utilizzati per lavare e curare i cani rognosi.

Effettivamente, la corteccia ed i frutti sono ricchi di polifenoli con un alto potere cicatrizzante per piaghe e ferite, ma è una pianta medicinale tossica, non utilizzabile nell'alimentazione ed in cucina. Il succo dei suoi frutti è impiegato per tingere le pelli di grigio-azzurro; mentre nei tempi passati l'olio dei semi veniva utilizzato per fare il sapone e come olio da lampada.

IN CESTERIA

I polloni della sanguinella, che crescono spesso in gruppi, sono un buon materiale da intrecciare e facile da raccogliere. La pianta presenta rami dritti e dai colori vivi, vengono utilizzati da tempi antichissimi nella cesteria montana. 

La raccolta dei polloni di uno o due anni avviene a riposo vegetativo durante l'inverno, quando la pianta ha perso le foglie.

Si recidono i polloni alla base, e si tagliano i rami nuovi di arbusti più vecchi, ottenendo bacchetti dritti e senza ramificazioni.

I rami della sanguinella, raggruppati in fascine, possono essere messi ad appassire per qualche giorno oppure lasciati ad essicare in un luogo asciutto e areato, possibilmente in piedi.

L'utilizzo dei rami direttamente da freschi presenta la controindicazione della riduzione del volume con l'essiccazione, e quindi l'intreccio eseguito perde compattezza e diviene lasco.

I bacchetti seccati invece possono essere messi in ammollo per qualche giorno così da recuperare la flessibilità.

La sanguinella ha una buona consistenza ma non permette pieghe molto pronunciate, dunque nella cesteria è migliore per pareti ed intrecci più larghi.

I ributti della sanguinella diventano rossi al sole, mentre nelle parti ombrose restano di un bel verde smeraldo.