NOCCIOLO
Il bastone di Asclepio

Appartiene alla famiglia delle Corylaceae (anche se di recente è stata accorpata alla famiglia delle Betulaceae).

A questa famiglia appartengono anche i generi Carpinus e Ostrya . Nello stesso genere citiamo il Corylus maxima, conosciuto in giardino per la varietà Purpurea, di dimensioni più contenute e dal fogliame porpora molto ornamentale.


Il nocciolo ha una crescita abbastanza rapida, è in grado di riprendersi con vigore in seguito a danni da inverni rigidi o potature drastiche

La produzioni di rami polloniferi vigorosi gli conferisce una naturale capacità di recupero e di rapido avvicendamento tra ramificazioni vecchie e nuove.

Le Foglie sono alterne, rotondeggianti, a margine doppiamente dentato. Cadono in inverno lasciando l'albero completamente nudo. Risultano tomentose al tatto.

Il Corylus avellana è una specie monoica con fiori unisessuati, gli amenti maschili sono tra i primi a comparire nel bosco o in giardino di solito a metà inverno


Il nocciolo, già molto apprezzato dai greci, era famoso tra i romani per le proprietà del suo frutto. Per questo motivo, Catone ne consigliava la sua coltivazione negli orti cittadini di Roma.
Plinio il Vecchio scrisse anche che la nocciola poteva provocare emicranie e flatulenze se consumata a crudo, ma se veniva tostata o bevuta nell'idromele era un ottimo toccasana per il mal di gola e catarro.
I romani portarono questa specie anche in Inghilterra e, dopo la scoperta dell'America, gli inglesi diffusero il nocciolo nel nuovo continente. È curioso come il nome americano di questa pianta, chiamata Filbert, derivi dal giorno di inizio della raccolta delle nocciole, il 22 Agosto, ovvero San Filiberto.
Nel Medioevo, purtroppo, la fama di pianta della saggezza e fertilità del nocciolo cadde quasi completamente a causa di alcune importanti autorità cristiane e venne associata come pianta per fare patti col diavolo o evocare morti.
Dal Medioevo in poi non ci sono altre testimonianze storiche di rilievo sul nocciolo fino ai nostri giorni.

Ancora adesso ci sono alcune usanze e feste che ricordano il significato delle proprietà che davano gli antichi a questo frutto misterioso e affascinante.

Nella maggior parte delle tradizioni il nocciolo rappresenta saggezza, fecondità e protezione contro il maligno.

Nei miti greci Ermes, il messaggero degli dei, portava sempre con sé un bastone di nocciolo avvolto da due nastri, più avanti sostituiti da due serpenti - simbolo che verrà usato per indicare l'arte della medicina, che persiste tutt'oggi.
Asclepio, dio della medicina e protettore degli infermi, portava un bastone simile ma con attorcigliato un solo serpente.

Il nocciolo era considerato la pianta della conoscenza e della saggezza, sia per i celti che per i greci/romani.
Si può notare anche come l'associazione nocciolo-serpente sia una simbologia ricorrente per la medicina in queste due diverse culture. Tuttavia, questa associazione era valida anche per una credenza popolare secondo la quale se si passeggiava con un ramo di nocciolo si sarebbe stati protetti dai serpenti.
Fin dall'antichità il legno di nocciolo era considerato la difesa più sicura contro le serpi o tutto quello che strisciava, e per questo i pastori lo usavano per costruirsi il bastone.

Il nocciolo rappresentava anche la pianta della fecondità e rigenerazione: i romani donavano le nocciole come augurio di prosperità, mentre in Germania si raccontava che se si fossero adoperate bacchette di nocciolo, si sarebbe potuta restituire la fecondità agli animali o ai terreni.

I contadini russi invece portavano in tasca delle nocciole per aumentare la loro ricchezza e il loro benessere
In Francia si usava fare il "lancio delle nocciole", una tradizione per far incontrare i giovani e augurare prosperità alle ragazze. Così descrive la festa Van Gennep (1947, p. 1371):

Ad Arles, si teneva una volta, sul ponte di Trinquetaille, il lunedì di Pasqua, la fiera delle nocciole, alla quale i giovani e le fanciulle si recavano in gruppo e si lanciavano manciate di nocciole (...).

Un'usanza simile è rimasta anche nella provincia di Napoli, a Massaquano, dove però il lancio della nocciola ha un altro significato. Infatti, l'evento avviene il 12 Dicembre, il giorno di Santa Lucia, nel quale le nocciole sono lanciate dai tetti della chiesa. Le nocciole simboleggiano in questo caso gli occhi di Santa Lucia che è la protettrice della vista.

Nel medioevo, frasche di nocciolo venivano utilizzate sia per stringere patti col demonio, che per guarire l'epilessia (bastava appendersi al collo un guscio di nocciola nel quale si tenesse prigioniero un ragno). Un ramo di questo albero, reciso con un coltello mai usato, serviva ai maghi per evocare i morti, e ancora oggi viene utilizzato dai rabdomanti per localizzare una sorgente d'acqua.

NOCCIOLO 

Il Corylus avellana (dal greco koris, elmo, e Avella, città campana), conosciuto col nome popolare di nocciolo, è un arbusto di grandi dimensioni, raggiunge facilmente i 5-7 metri di altezza.

Ha un portamento cespuglioso, le ramificazioni partono direttamente dalla base della pianta e si sviluppano in forma libera.

Molto diffuso in tutta la penisola, il suo habitat naturale è costituito da boschi di latifoglie, spesso si trova insieme a querce, castagni in boschi misti mesofili.

Non è raro trovarlo in terreni rocciosi in areali popolati da appartenenti al genere Populus, Alnus e Salix.


Sono lunghi qualche centimetro, di colore giallastro, molto numerosi rispetto ai fiori femminili, che somigliano a piccole gemme di colore magenta/fucsia.

Essendo tra le prime infiorescenze della nuova stagione, insieme a tarassaco, crochi, bucaneve e ranuncolo ficaria, costituiscono la prima fonte di sostentamento delle api nei nostri boschi: utili a questi insetti per "far rifornimento" in attesa della fine dell'inverno.

UN PO DI STORIA (E DI LEGGENDA...)

Il nocciolo, in particolare il suo frutto, è stato fonte di storie e leggende per molte culture. 

Si pensa che la nocciola abbia nutrito l'uomo sin dall'era glaciale. I primi segni di consumo della nocciola sono stati ritrovati nell'isola di Colonsay, in Scozia. Oltre all'utilità del frutto, il nocciolo era prezioso anche per ricavare legno per il fuoco o per costruire ripari con fango ai nostri primi antenati. Altri reperti archeologici di almeno 5000 anni fa, nel periodo preistorico, sono stati trovati in Cina.


Altre testimonianze sull'uso di questa pianta provengono dai romani. Infatti, proprio i romani identificarono per primi questa pianta come Avellana, nome derivante dalla città di Avello (in provincia di Avellino), a causa della sua grande diffusione nella città.
Plinio suppose che la sua origine provenisse da Damasco, in Siria, dove crescevano spontaneamente nei boschi. 






IN CESTERIA

Il legno di nocciolo è sempre stato usato negli intrecci.

La pianta abbisogna di una cura parsimoniosa da parte del cestaio fin dalla coltivazione e/o mantenimento utile a realizzare i manufatti che deve realizzare.

È necessario conoscere le varie piante di nocciolo e le loro necessità in quanto a potature, diradamenti, tempistiche ideali per gli interventi, etc. in modo da assicurasi una produzione di materiale di qualità che sia costante nel tempo.

Il cestaio sa esattamente quando e come potare, anche se, spesso, non ne conosce le ragioni "botaniche".

La sua è una conoscenza pratica, dettata da generazioni di tentativi, fallimenti e riuscite.

Alcuni cestai consigliano come periodo per la raccolta quello invernale, quando il ciclo vegetativo è fermo, recidendo i polloni alla base.

Altri invece indicano il periodo primaverile quando la pianta è in succhio.

Alcuni preferiscono raccogliere i polloni alla bisogna, indipendentemente dalla stagione, ma sempre nel periodo di luna calante e ai margini del bosco rivolti a sud dove risultano più asciutti delle piante che proliferano nelle zone umide situate a nord.

Per ricavare le strisce di nocciolo si consiglia in ogni modo di raccogliere i polloni solitari, quelli che crescono lontano dal cespuglio, spesso sotto gli abeti, diritti, senza rami e senza nodi, privi di fessurazioni dovute all'azione di insetti o grandine, con diametro tra 2 e 3 cm.

Le fascette di nocciolo vanno ottenute dai polloni recisi quando questi sono ancora freschi.

Una volta raccolti i polloni è meglio lasciarli riposare qualche giorno in un luogo ventilato.

Con un coltello si fa un'incisione trasversale a circa 18-20 cm dall'estremità del piede; in base alla profondità ed alla larghezza del taglio si determina lo spessore di cui si vuole ottenere la striscia.

Tenendo il bastone con entrambe le mani, una da ogni lato dell'incisione, si appoggia il ginocchio dal lato opposto dell'incisione e si flette il pollone tirando verso di sé.

La curvatura fa staccare, dal punto dell'incisione, l'inizio della fascetta: spostando man mano le mani e il ginocchio e continuando a curvare il pollone, si segue il distaccamento della fascetta fino alla fine (il distaccamento viene preceduto da un "crak").

L'operazione viene ripetuta sullo stesso pollone concludendo tutta la circonferenza del legno e passando poi, se lo spessore lo consente, agli strati più interni, finché non è più possibile la flessione.

Le strisce possono essere distaccate con la buccia per poi essere utilizzate tali e quali o sbucciate successivamente oppure l'intero pollone può essere sbucciato preventivamente in modo da ricavarle direttamente prive di corteccia.

In entrambi i casi le strisce vanno comunque rese regolari, ripulite e lisciate con una lama.

Poi possono essere utilizzate fresche, oppure messe a seccare, raccolte in fasci o arrotolate su se stesse, in un luogo asciutto e ben areato.

Anche i polloni più sottili (seccati e poi messi ammollo per circa una settimana finchè ritornano completamente flessibili) possono essere utilizzati interi oppure spaccati a metà.

Per l'orlo del DERLO (Gerla tipica della Lessinia) vengono utilizzati due polloni lunghi e di circa 1,5 cm di diametro che vengono ritorti su se stessi rendendoli flessibili tipo corde.